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Codice Rosso: come funziona

Il Codice Rosso, legge 19 luglio 2019 n. 69, ha introdotto nuovi reati e tempi più rapidi per le denunce di violenza domestica e di genere. Ecco cosa prevede.

Redazione AdaTeoriaFemminista ·
Codice Rosso: come funziona
Foto: Jordiferrer / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Il Codice Rosso è la legge italiana del 2019 dedicata alla violenza domestica e di genere. Non è soltanto una norma di principio: ha modificato il codice penale e quello di procedura penale, introducendo nuovi reati, inasprendo pene esistenti e cambiando il modo in cui vengono trattate le denunce.

Che cos'è la legge 69/2019

"Codice Rosso" è il nome con cui è conosciuta la legge 19 luglio 2019, n. 69, "Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere". È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 173, il 25 luglio 2019 ed è entrata in vigore il 9 agosto 2019.

Il nome richiama il codice usato al pronto soccorso per i casi più urgenti: l'idea è che le denunce per maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale e lesioni aggravate abbiano una corsia preferenziale.

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Cosa cambia in concreto

Il cuore della legge è la velocità. Per questi reati la polizia giudiziaria deve riferire al pubblico ministero senza ritardo, anche in forma orale. Il pubblico ministero, a sua volta, deve ascoltare la persona offesa o chi ha presentato la denuncia entro tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato. Il termine può essere superato solo per esigenze di tutela di minori o di riservatezza delle indagini, anche nell'interesse della stessa vittima.

La legge ha poi introdotto nuovi reati nel codice penale:

  • diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (art. 612-ter), il cosiddetto revenge porn;
  • deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (art. 583-quinquies);
  • costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis);
  • violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387-bis).

Allo stesso tempo sono state aumentate le pene per maltrattamenti contro familiari e conviventi, atti persecutori e violenza sessuale. Il Codice Rosso non è rimasto fermo al 2019: la legge 24 novembre 2023, n. 168, "Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica", entrata in vigore il 9 dicembre 2023, è intervenuta di nuovo sulla materia rafforzando le misure di prevenzione e protezione. Per questo, chi ha bisogno del dettaglio di una singola norma deve consultare il testo vigente su Normattiva, che riporta le modifiche successive.

Come chiedere aiuto

La legge definisce reati e procedure, ma il primo passo per chi subisce violenza è spesso una telefonata. Il 1522 è il numero antiviolenza e antistalking promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. È gratuito, anonimo e attivo 24 ore su 24; risponde con operatrici e operatori specializzati, può essere contattato anche via chat e tramite app e fornisce indicazioni sui centri antiviolenza del territorio. In caso di pericolo immediato, il numero da chiamare resta il 112.

La denuncia si presenta alle forze dell'ordine o in procura; per valutare la propria situazione è utile rivolgersi a un centro antiviolenza o a un avvocato. Il 1522 resta il punto di partenza più semplice: un canale ufficiale, gratuito e sempre attivo, mentre i dettagli giuridici del Codice Rosso vanno letti nel testo in vigore, aggiornato dalle modifiche successive.

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