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		<title>[Paestum 5,6,7 ottobre 2012] la sfida femminista nel cuore della politica</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 15:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ada</dc:creator>
				<category><![CDATA[in evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[-&#62; Scarica locandina PRIMUM VIVERE ANCHE NELLA CRISI: LA RIVOLUZIONE NECESSARIA la sfida femminista nel cuore della politica Incontro nazionale: Paestum 5,6,7 ottobre 2012 C’è una strada per guardare alla crisi della politica, dell’economia, del lavoro, della democrazia –tutte fondate sull’ordine maschile – con la forza e la consapevolezza del femminismo? Noi ne siamo convinte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="/wp-content/uploads/2012/06/lettera-paestum.def-1.pdf">-&gt; Scarica locandina</a></em></p>
<p><strong>PRIMUM VIVERE ANCHE NELLA CRISI: LA RIVOLUZIONE NECESSARIA </strong>la sfida femminista nel cuore della politica</p>
<p><strong>Incontro nazionale: Paestum 5,6,7 ottobre 2012</strong></p>
<p>C’è una strada per guardare alla crisi della politica, dell’economia, del lavoro, della democrazia –tutte fondate sull’ordine maschile – con la forza e la consapevolezza del femminismo? Noi ne siamo convinte. Davanti alla sfida della libertà femminile, la politica ufficiale e quella dei movimenti rispondono cercando di fare posto alle donne, un po’ di posto alle loro condizioni che sono sempre meno libere e meno significative. No. Tante cose sono cambiate ma le istanze radicali del femminismo sono vive e vegete. E sono da rimettere in gioco, soprattutto oggi, di fronte agli effetti di una crisi che sembra non avere una via d’uscita e a una politica sempre più subalterna all’economia. All’incontro di Paestum aperto al confronto con gruppi, associazioni, anche istituzionali, e singole donne, vorremmo verificare, discutendo e vivendo insieme per tre giorni, se la politica femminile che fa leva sull’esperienza, la parola e le idee, può in un momento di crisi, smarrimento e confusione, restituire alla politica corrente un orientamento sensato.</p>
<p><strong>1. Voglia di esserci e contare</strong></p>
<p>La femminilizzazione dello spazio pubblico &#8211; comunque la si interpreti: opportunità, conquista delle donne o rischio di diventare solo “valore aggiunto”, “risorsa salvifica” di un sistema in crisi – ha reso per alcune (molte?) non più rinviabile il desiderio di “contare”, visto come presenza nei luoghi dove si decide, equa rappresentanza nelle istituzioni politiche, amministrative, partiti, sindacati, e nelle imprese.</p>
<p>Noi consideriamo il protagonismo in prima persona di ciascuna donna una molla dinamica importante. Quello che ci interessa è discutere con chi si impegna nei partiti, nelle istituzioni e nel governo delle aziende: <strong>che esperienza ne hanno, che cosa vogliono, che cosa riescono a fare e a cambiare</strong>. E valutiamo che oggi questo confronto possa avere esiti interessanti per tutte. Il femminismo d’altra parte, criticato per non avere investito della sua spinta trasformativa le istituzioni della vita pubblica, può avvalersi oggi di una lunga elaborazione di autonomia per ripensare il senso di concetti come “genere”, “democrazia partecipata”, “soggetto politico”, “organizzazione”. Viene dalla pratica dell’autocoscienza, del “partire da sé”, la critica più radicale all’idea di un soggetto politico omogeneo (classe, genere, ecc.), di rappresentanza e di delega. Pensiamo che un collettivo si costruisca solo attraverso la relazione tra singole/i. E oggi vogliamo <strong>interrogare la connessione tra questa pratica politica e la modificazione visibile del lavoro, dell’economia, e più in generale del patto sociale</strong>. In questo contesto, anche la scelta di Paestum come luogo dell’incontro non è casuale, ma vuole essere un richiamo alla necessità di articolare soggettività e racconti nei contesti in cui si vive e agisce. Vogliamo così far crescere una rete di rapporti tra donne e gruppi di donne già ricca e intensa. In particolare, sappiamo che alcune caratteristiche del Sud – sia i beni sia i mali &#8211; hanno un’invadenza sulla vita e sul pensiero di chi lì abita che non può essere ignorata, né da chi vive in altri luoghi, né soprattutto dalle meridionali stesse.</p>
<p><strong>2. Economia lavoro cura</strong></p>
<p>Molto è il pensiero delle donne sui temi del lavoro e dell’economia a partire dalla loro esperienza. Che ha questo di peculiare: hanno portato allo scoperto e messo in discussione la divisione sessuale del lavoro (quello per il mercato – pagato – e quello informale ed essenziale di cura e relazione – gratuito); in più, sanno che la cura non è riducibile solo al lavoro domestico e di accudimento, ma esprime una responsabilità nelle relazioni umane che riguarda tutti.</p>
<p>A partire da questo punto di vista, e sollecitate anche da una crisi che svela sempre di più l’insensatezza oltre che l’ingiustizia dei discorsi e delle politiche correnti, possiamo delineare una prospettiva inedita: quella di <strong>liberare tutto il lavoro di tutte e tutti</strong>, ridefinendone priorità, tempi, modi, oggetti, valore/reddito e rimettendo al centro le persone, nella loro vitale, necessaria variabile interdipendenza lungo tutto l’arco dell’esistenza, e avendo a cuore, con il pianeta, le persone che verranno.</p>
<p>Vorremmo articolare questo discorso valutando insieme le recenti esperienze di pratiche politiche e analizzando le contraddizioni che incontriamo (in primo luogo le conseguenze del rapido degrado del</p>
<p>mercato del lavoro) in modo da rendere più efficace il nostro agire.</p>
<p><strong>3. Auto–rappresentazione/rappresentanza</strong></p>
<p>Nella strettoia della crisi i cittadini non hanno più libertà politica; la politica è ridotta a niente; decidono tutto l’economia e la finanza. In una situazione dove tutto sembra prescritto a livello economico finanziario, la pratica e il pensiero delle donne hanno una carta in più per trovare nuove strade. La nostra democrazia è minacciata da pulsioni, spinte estremistiche; le sue istituzioni elettive depotenziate o addirittura esautorate. La rappresentanza è messa in crisi e oggi ne vediamo i limiti.</p>
<p>Perché una persona possa orientarsi, deve avere un’immagine di sé, di quello che desidera e di quello che le capita. Il femminismo che conosciamo ha sempre lavorato perché ciascuna, nello scambio con le altre, si potesse fare un’idea di sé: una autorappresentazione che è la condizione minima per la libertà. Invece la democrazia corrente ha finora sovrapposto la rappresentanza a gruppi sociali visti come un tutto omogeneo. La strada che abbiamo aperta nella ricerca di libertà femminile, con le sue pratiche, può diventare generale: nelle scuole, nelle periferie, nel lavoro, nei luoghi dove si decide, ecc.</p>
<p>Che la gente si ritrovi e parli di sé nello scambio con altre/i fino a trovare la propria singolarità, è la condizione necessaria per ripensare oggi la democrazia. Vorremmo declinare questi pensieri nei nostri contesti, confrontandoci sia sulle <strong>pratiche soggetto/collettivo</strong>, sia sui modi per dare valore al <strong>desiderio di protagonismo delle donne</strong>. E quindi ci chiediamo: come evitare che in alcune la consapevolezza basti a sé stessa e si arrenda di fronte all’esigenza di imporre segni di cambiamento e alla fatica del conflitto? E in altre la spinta a contare le allontani dalle pratiche di relazione?</p>
<p><strong>4. Corpo sessualità violenza potere</strong></p>
<p>“È già politica” (sottinteso: l’esperienza personale): il femminismo ha incominciato lì il suo percorso. Ha scoperto la politicità del corpo e della sessualità, della maternità, del potere patriarcale in casa, del lavoro domestico. Ha affermato che la violenza maschile contro le donne in tutte le sue forme, invisibili e manifeste, è un fatto politico. Radicale è stato prendere il controllo sul proprio corpo e insieme ribellarsi a un femminile identificato con il corpo: ruolo materno, obbligo procreativo e sessualità al servizio dell’uomo. Oggi la sfida è più complessa: si esibisce lo scambio sesso/denaro/carriera/potere/successo occultando il nesso sessualità/politica; si esalta il sesso mentre muore il desiderio; si idolatra il corpo ma lo si sottrae alle persone consegnandolo nelle mani degli specialisti e dei business; si erotizza tutto, dal lavoro ai consumi, ma si cancella la necessità e il piacere dei corpi in relazione.</p>
<p>Sintomi estremi di questa fase sono il rancore maschile verso l’autonomia e la forza femminile e il riacutizzarsi della violenza, dell’uso della brutalità. Ma qualcosa si muove. Non solo i gruppi (Maschile/Plurale) e i singoli uomini che ormai da anni si impegnano nella ricerca di una nuova identità maschile, spesso in relazione con le femministe. Ma anche le moltissime blogger femministe (e blogger “disertori del patriarcato”) che ragionano su desiderio e sessualità e si impegnano contro la cultura sessista e autoritaria.</p>
<p>Soprattutto le relazioni tra donne e uomini sono cambiate. Ma non abbastanza. Sulla scena pubblica questo cambiamento non appare perché <strong>il rapporto uomo-donna non viene assunto come questione politica </strong>di primo piano. Eppure, solo in questo modo, possono sorgere pratiche politiche radicalmente diverse, produzioni simboliche e proposte per una nuova organizzazione del vivere.</p>
<p><strong>Di tutto questo vogliamo parlare a Paestum.</strong></p>
<p><strong>Le promotrici:</strong></p>
<p>Pinuccia Barbieri, Maria Bellelli, Maria Luisa Boccia, Ornella Bolzani, Paola Bottoni, Maria Grazia Campari, Luisa Cavaliere, Patrizia Celotto, Lia Cigarini, Laura Cima, Silvia Curcio, Mariarosa Cutrufelli, Elettra Deiana, Donatella Franchi, Sabina Izzo, Raffaella Lamberti, Giordana Masotto, Lea Melandri, Jacinthe Michaud, Clelia Mori, Letizia Paolozzi, Gabriella Paolucci, Antonella Picchio, Biancamaria Pomeranzi, Carla Quaglino, Floriana Raggi, Bia Sarasini, Rosalba Sorrentino, Mariolina Tentoni</p>
<p><strong>PROGRAMMA DELL’INCONTRO</strong></p>
<p>L’incontro di Paestum non sarà un Convegno. Quindi niente relazioni introduttive, generali o sui singoli punti. Non ci sarà una struttura preordinata di interventi. Tutte sono libere di parlare. Abbiamo solo previsto un’alternanza di momenti in cui siamo tutte insieme a momenti di confronto più ristretti per approfondire i temi proposti (cui potranno eventualmente aggiungersi altri).</p>
<p><strong>V</strong><strong>ENERDÌ </strong><strong>5 </strong><strong>OTTOBRE </strong><strong>S</strong><strong>ABATO </strong><strong>6 </strong><strong>OTTOBRE</strong></p>
<p><strong>P</strong><strong>OMERIGGIO</strong><strong>/</strong><strong>SERA</strong>: arrivo, sistemazione, cena</p>
<p><strong>M</strong><strong>ATTINO</strong>: tutte insieme <strong>P</strong><strong>OMERIGGIO</strong>: divise in gruppi sui temi</p>
<p>• <strong>Voglia di esserci e contare </strong>- <strong>Auto–rappresentazione/rappresentanza </strong>• <strong>Economia lavoro cura </strong>• <strong>Corpo sessualità violenza potere</strong></p>
<p><strong>S</strong><strong>ERA</strong>: cena e spettacolo <strong>M</strong><strong>ATTINO</strong>: tutte insieme</p>
<p><strong>D</strong><strong>OMENICA </strong><strong>7 </strong><strong>OTTOBRE </strong><strong>INFORMAZIONI PRATICHE</strong></p>
<p><strong>O</strong><strong>SPITALITÀ E RISTORAZIONE</strong></p>
<p>Paestum offre una scelta estremamente varia di strutture ricettive: da agriturismi e b&amp;b a hotel a 5 stelle. L’Associazione Artemide ha promosso, in occasione del nostro incontro, delle convenzioni con alcune strutture, alberghiere e non, per assicurare prezzi convenienti. In particolare, presso le strutture convenzionate si potrà avere pernottamento e prima colazione a <strong>20 euro </strong>(in camera multipla), a <strong>30 euro </strong>(in camera doppia) e a <strong>50 euro </strong>(in camera singola).</p>
<p>Per queste prenotazioni è possibile rivolgersi a Maria Bellelli: mariabellelli@tiscali.it cell. 3288324032. Per quanto riguarda i pasti, ulteriori convenzioni sono state attivate e sono ancora in corso di attivazione con ristoranti che assicureranno un menu fisso a <strong>15 euro </strong>a persona. A ridosso della data dell’evento forniremo l’elenco dettagliato degli esercizi presso i quali si potrà godere di questo trattamento.</p>
<p><strong>T</strong><strong>RASPORTI</strong></p>
<p>Paestum è raggiungibile in auto, treno, aereo. <strong>Auto</strong>: autostrada Salerno Reggio-Calabria, uscita Battipaglia, strada statale 18 fino alla zona archeologica di Paestum. <strong>Treno</strong>: stazioni di Paestum, Agropoli o Salerno; info www.trenitalia.com. <strong>Aereo</strong>: aeroporto Costa d’Amalfi a Salerno per voli da Milano Malpensa, Verona, Olbia e Catania. Per ogni ulteriore informazione relativa a trasporti e spostamenti è possibile rivolgersi a Ecady Travel, Via Magna Grecia, 85 &#8211; Capaccio. Tel. 0828 19622540, fax 0828 725485, e-mail info@ecadytravel.com.</p>
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		<title>Comitato Brancaccio incontra Gridas</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 15:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ada</dc:creator>
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		<description><![CDATA[-&#62;Scarica la locandina]]></description>
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		<title>COMITATO BRANCACCIO &#8211; Comunicato stampa</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 08:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ada</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[SourceURL:file://localhost/Users/stefanoperna/Downloads/comunicatobrancaccio.doc COMUNICATO STAMPA Il Comitato Brancaccio si presenta alla città e annuncia  la petizione per la biblioteca di piazzetta Nilo   Giovedì 7 giugno, alle ore 12:00, presso la libreria Jamm in via San Giovanni Maggiore Pignatelli 32, Napoli, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del comitato cittadino per la Biblioteca Brancaccio. L’obiettivo dell’incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SourceURL:file://localhost/Users/stefanoperna/Downloads/comunicatobrancaccio.doc</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">COMUNICATO STAMPA</span></strong></p>
<p>Il Comitato Brancaccio si presenta alla città e annuncia  la petizione per la biblioteca di piazzetta Nilo</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p>Giovedì 7 giugno, alle ore 12:00, presso la libreria Jamm in via San Giovanni Maggiore Pignatelli 32, Napoli, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del comitato cittadino per la Biblioteca Brancaccio.</p>
<p>L’obiettivo dell’incontro è quello di far giungere alle Istituzioni, in particolare al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il messaggio del lungo lavoro svolto dal comitato Brancaccio– ideato dalle <em>Donne in nero</em> <em>di Napoli e dal collettivo </em><a href="/">adateoriafemminista.it/</a><em>  &#8211; </em>attraverso una imponente raccolta di firme, finalizzate al raggiungimento di tre importanti traguardi: la riapertura della Sezione Brancaccio, la messa in sicurezza della stessa con fruizione immediata del suo patrimonio librario e la ricollocazione del Fondo Soggettività femminile nella sua sede primaria, così da restituire alla raccolta libraria il suo senso originario.</p>
<p>Sono questi tre, infatti, i punti centrali sui quali si svolgerà la conferenza stampa che presenterà alla città di Napoli il comitato e le sue finalità.</p>
<p>La Brancaccio, sezione distaccata della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, è chiusa da oltre tre anni per problemi statici dell&#8217;edificio. Per tale ragione non è possibile accedere al patrimonio librario in essa custodito.</p>
<p>La Sezione Brancaccio, situata nel centro antico di Napoli, un tempo Biblioteca Brancacciana, è una sezione specializzata in letteratura del Novecento, dotata di oltre 30.000 volumi e periodici.<br />
Inoltre dal 2007 è stato spostato nella Sezione Brancaccio il Fondo  “Soggettività femminile”. Questo fondo, istituito nei primi anni &#8217;90 nella Biblioteca Nazionale di Napoli, fu concepito non come una raccolta separata e a se stante, ma come guida bibliografica aperta ai saperi ed interessi femminili; è composto da oltre 3.000 volumi e diversi periodici. Spostato alla Brancaccio, tra testi di interesse letterario, perde la sua reale e specifica dimensione bibliografica.</p>
<p>Il lavoro incentrato sulla raccolta firme, naturalmente, non è terminato anzi prosegue a gran velocità. È possibile aderire all’iniziativa inviando una mail all’indirizzo <a href="mailto:comitatobrancaccio@gmail.com">comitatobrancaccio@gmail.com</a> o firmando l&#8217;appello alla stessa libreria Jamm</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Comitato Brancaccio</p>
<p>Per informazioni rivolgersi a:</p>
<p>Ufficio Stampa &#8211; Francesca Fortunato 327/5792594</p>
<p><a href="mailto:comitatobrancaccio@gmail.com">comitatobrancaccio@gmail.com</a></p>
<p>coordinatrice &#8211; Tristana Dini 3208566412</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211;&gt; <a href="/wp-content/uploads/2012/06/comunicatobrancaccio.pdf">Scarica il comunicato</a></p>
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		<title>ASSENZA/PRESENZA di Lina Mangiacapre &#8211; 23 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 14:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ada</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnature]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarica la locandina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2012/05/Comunicato-per-il-23-maggio-2012-bis.doc">Scarica la locandina</a></p>
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		<title>Seminario Università Vita-Salute San Raffaele Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 17:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ada</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnature]]></category>

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		<description><![CDATA[SEMINARIO DI FENOMENOLOGIA “SOCIETÀ E VALORI” A cura di Roberta De Monticelli e Francesca De Vecchi Centro di ricerca in Fenomenologia e Scienze della persona anno accademico 2011-2012, secondo semestre PRIN 2008 Ontologia della persona: rilevanza sociale e correlazioni neurobiologiche Martedì 22 maggio, 9-11: Stefania Tarantino (Università di Napoli Federico II), L&#8217;impersonale weiliano nel pensiero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><BR><br />
SEMINARIO DI FENOMENOLOGIA “SOCIETÀ E VALORI”</p>
<p>A cura di Roberta De Monticelli e Francesca De Vecchi Centro di ricerca in Fenomenologia<br />
e Scienze della persona anno accademico 2011-2012, secondo semestre PRIN 2008<br />
Ontologia della persona: rilevanza sociale e correlazioni neurobiologiche</p>
<p>Martedì 22 maggio, 9-11: Stefania Tarantino (Università di Napoli Federico II),<br />
L&#8217;impersonale weiliano nel pensiero di Angela Putino e di Roberto Esposito</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Seminario a Parigi per Lina Mangiacapre, Lucia Mastrodomenico e Angela Putino</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ada</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnature]]></category>

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		<description><![CDATA[Philosophie et genre Réflexions et questions sur la production philosophique féminine en Europe du Sud au XXe s. (Espagne, Italie)  Nous aurons le plaisir d&#8217;entendre  : Rosa Rius GATELL, professeure à l&#8217;Université autonome de Barcelone « María Zambrano (Vélez-Málaga 1904-Madrid 1991). Manières d&#8217;affronter l&#8217;exil, réflexions sur la joie et la douleur » Françoise Collin, philosophe et écrivain, participera à [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><BR></p>
<div style="text-align: left;"><strong>Philosophie et genre</strong></div>
<p style="text-align: left;" align="center">Réflexions et questions sur la production philosophique féminine en Europe du Sud au XXe s.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">(Espagne, Italie)</p>
<div style="text-align: left;"> Nous aurons le plaisir d&#8217;entendre  :</div>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Rosa Rius GATELL</strong>, professeure à l&#8217;Université autonome de Barcelone</p>
<p style="text-align: left;" align="center">« María Zambrano (Vélez-Málaga 1904-Madrid 1991). Manières d&#8217;affronter l&#8217;exil, réflexions sur la joie et la douleur »</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Françoise Collin, philosophe et écrivain, participera à la discussion</p>
<p align="center">
<div><strong>Stefania TARANTINO</strong>, assistante à l&#8217;Université de Naples “Federico II”</div>
<div>« Créativité et politique chez les philosophes napolitaines : Lina Mangiacapre, Lucia Mastrodomenico, Angela Putino »</div>
<div>Discutante : Elisabeth Grabli, avocate Teresa Mangiacapra (artiste), Alessandra Macci (syndicaliste, membre du collectif de <em>Madrigale</em>), Nadia Nappo (bibliothécaire, membre de ce même collectif et de Adateoriafemminista) interviendront dans le débat.</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>jeudi 12 avril 2012 de 16h à 19h</strong></p>
<div>à la FMSH, 190 avenue de France, 75013 Paris</div>
<div>Salle A en sous-sol (s&#8217;adresser à l&#8217;accueil)</div>
<div>Metro Quai de la gare</div>
<div>Bus 89, Quai de la gare</div>
<div></div>
<div><strong>Résumé de l&#8217;intervention de Rosa Rius Gatell</strong></div>
<div>   Cette intervention portera sur la « philosophie vivante » de María Zambrano, l&#8217;une des très rares femmes-philosophes espagnoles de la première moitié du xxe s. Elle quitta l’Espagne lorsque la guerre civile s&#8217;acheva par la défaite des républicains et l&#8217;établissement de la <a title="Dictature" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Dictature" target="_blank">dictature</a> de <a title="Francisco Franco" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Francisco_Franco" target="_blank">Francisco Franco</a>. Ayant participé activement à la lutte contre le géneral Franco, elle restera en exil de 1939 à 1984 et rentrera en Espagne le 20 novembre, neuf ans après la mort du dictateur. Paris, (Morelia) Mexico, La Havane, Porto Rico, Paris encore, La Havane de nouveau, Rome, Le Jura français, Genève… tels seront les lieux de ses pérégrinations. Au cours de cet exil instaurant dans sa pensée un axe incontournable en tant que forme de création et d’éveil de la conscience, elle n’a pas cessé de décrire le « pas de l’exil ». Ce passage en clé zambranienne invite à réfléchir sur l’expérience de la perte, de la douleur et de la joie. « La joie et la douleur sont des situations de fond ». « La douleur et la joie sont créatrices et transformatrices ; elles transforment la personne et c&#8217;est là un moyen extrême de dire qu’ils la forment ». Nous réfléchirons « à plusieurs voix » sur la force (et peut-être la faiblesse ?) de ses arguments.</div>
<div>Les travaux de Rosa Rius Gatell<strong>, </strong>directrice du Séminaire « Filosofia i Gènere », s&#8217;articulent autour de la philosophie de la Renaissance et de la pensée des femmes (XIIe-XVIe s. et XXe s.). Parmi ses publications récentes : <em>“Il Principe” de Maquiavel. Primera traducció espanyola basada en un manuscrit inèdit</em>, Barcelona / Castelló: Fundació Germà Colón Domènech / Publicacions de l’Abadia de Montserrat, 2010 (co-auteur Montserrat Casas).</div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong>Résumé de l&#8217;intervention de Stefania Tarantino</strong></div>
<div>Dans une ville qui connaît et vit les contradictions extrêmes, difficilement conciliables, de la beauté et de la laideur, du bien et du mal, du respect et de la violence, de la douleur et de la joie, les « figures » de L. Mangiacapre, L. Mastrodomenico et A. Putino sont autant de « phares » éclairant le sens de la politique et de la liberté à partir de la différence sexuelle. Elles ont une liaison profonde avec leur ville et leur terre d’origine, et une pleine conscience de ce que Naples représente la pointe de l’<em>iceberg</em> des contradictions de la culture occidentale. Elles voient la douleur imprimée dans le corps de la ville mais savent que vivre dans ce contexte n’est pas indifférent et qu’il faut avancer une nouvelle manière de voir, à partir d’une modification de la pensée et de l’affectivité. Elles ont eu la possibilité de se connaître et d&#8217;expérimenter une pratique de relation politique à travers laquelle elles ont tenté de donner épaisseur et complexité à l’énorme écart séparant ce qui existe de ce qui devrait être, ce qui est imposé de l’extérieur et ce qui est imposé de l’intérieur &#8211; grâce à une expérience de relation et de différence.</div>
<div>Bibliographie</div>
<div>- Lina Mangiacapre, <em>Pentesilea</em>, Cartopoli, Napoli 1996 ; <em>Donne e unicorni</em>, Cartopoli, Napoli 1995 ; <em>Faust-Fausta</em>, L’Autore libri, Firenze 1990 ; <em>Il mare sarà solo</em>, Edizioni del Giano, Calcata 1993 ;  Amazzoni e Minotauri, Raffaelli editore, Rimini 2008.</div>
<div>- Lucia Mastrodomenico, <em>Gli anni ’70 e Napoli</em>, Magistra, Napoli 1993 ; <em>Défilé : donne africane ad Aversa</em>, L&#8217;ancora, Napoli 1999 ; <em>Solo l’amore salva</em>, postface de Luce Irigaray, Liguori, Napoli (à paraître en 2012).</div>
<div>- Angela Putino, <em>Simone Weil e la Passione di Dio. Il ritmo divino nell&#8217;uomo</em>, ed. Dehoniane, Bologna, 1997; <em>Amiche mie isteriche</em>, Cronopio, Napoli, 1998; <em>Simone Weil. Un&#8217;intima estraneità</em>, Città Aperta, Troina, 2006; <em>I corpi di mezzo. Biopolitica, differenza tra i sessi e governo della specie</em>, Ombre Corte, Verona 2012.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Stefania Tarantino a obtenu deux titres de docteure en philosophie : à l’Université de Genève  (« <em>La libertà in formazione. La comunicazione filosofica in Jeanne Hersch e in María Zambrano</em> », 2007) et auprès de l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) à Naples (thèse sur Simone Weil et María Zambrano, 2011). L’originalité des femmes philosophes du XXe siècle face à la tradition métaphysique occidentale est au centre de ses travaux. Elle a participé à différents colloques et depuis 2009 elle intervient dans « La scuola estiva della differenza di Lecce », dirigée par Marisa Forcina, professeure d’Histoire des doctrines politiques. Elle est membre du collectif de la revue on line Adateoriafemminista (<a href="/" target="_blank">adateoriafemminista.it</a>) fondée par A. Putino et L. Mastrodomenico.</div>
<div>Principaux ouvrages : <em>La libertà in formazione. Studio su Jeanne</em><em> Hersch e María Zambrano</em>, Mimesis, Milano 2007; <em>Pensiero e giustizia in Simone Weil</em>, Aracne, Roma 2009; <em>Esercizi di composizione per Angela Putino. Filosofia, differenza sessuale e politica</em>, Liguori, Napoli 2010 ; <em>Le filosofe e l’idea di Europa</em> (à paraitre fin 2012).</div>
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		<title>Presentazione del Libro ARCHITETTURE DEL DESIDERIO</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 15:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ada</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnature]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; (scarica la locandina) I VENERDI’ DEL CAMBIAMENTO VENERDI’ 20 Aprile 2012 ore 19,30 presso la libreria Cion Cion Blu Via Solfatara Pozzuoli Presentazione del Libro ARCHITETTURE DEL DESIDERIO a cura di Maria Rosaria Mariniello (Corto Circuito Flegreo) Tristana Dini e Nadia Nappo (Collettivo Ada-teoria femminista rivista on-line) Gennaro Ferrillo (Comitato Flegreo “Salviamo il Territorio”) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;" align="center">(scarica la <a href="/wp-content/uploads/2012/04/architetture_del_desiderio1.pdf">locandina</a>)</p>
<p align="center"><strong>I VENERDI’ DEL CAMBIAMENTO</strong></p>
<p align="center"><strong>VENERDI’ 20 Aprile 2012 ore 19,30 presso la libreria Cion Cion Blu Via Solfatara Pozzuoli</strong></p>
<p align="center"><strong>Presentazione del Libro ARCHITETTURE DEL DESIDERIO </strong></p>
<p align="center"><strong>a cura di </strong></p>
<p align="center"><strong>Maria Rosaria Mariniello (Corto Circuito Flegreo)</strong></p>
<p align="center"><strong>Tristana Dini e Nadia Nappo (Collettivo Ada-teoria femminista rivista on-line)</strong><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong></strong><strong>Gennaro Ferrillo (Comitato Flegreo “Salviamo il Territorio”)</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p><strong>Nato da un convegno dal titolo “Microarchitetture del quotidiano: sapere femminile e cura della città” organizzato da donne e uomini della Rete delle Città Vicine, questo libro mette al centro le città, con le sue abitanti e abitanti e rende visibili un agire e un pensare che ha a cuore la cura del territorio a partire dai corpi che la abitano e dalle relazioni che l’attraversano</strong></p>
<p><strong>Spostare lo sguardo dal denaro alle relazioni, dal profitto al bene comune, dal mercato alla vita, è possibile e ci porta “a vedere, riconoscere e preservare la bellezza più o mena manifesto del contesto in cui si vive. Da questo si può affrontare il negativo che ci circonda” </strong></p>
<p><a href="http://www.womenews.net/spip3/spip.php">resoconto dell&#8217;incontro da &#8220;il paese delle donne online&#8221; 30/04/2012</a></p>
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		<title>Firma per la riapertura della Sezione Brancaccio</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 14:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ada</dc:creator>
				<category><![CDATA[in evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Care amiche e cari amici, vi invito a firmare questo appello che vi porterà via solo due minuti del vostro tempo un bacio e grazie Comitato per la riapertura della Sezione Brancaccio e per la fruizione del suo patrimonio librario La Brancaccio, sezione distaccata della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, è chiusa da oltre tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><BR></p>
<div>
<div>
<p lang="it-IT" align="justify"><span style="font-size: small;"><strong>Care amiche e cari amici,</strong></span></p>
<div>vi invito a firmare questo appello che vi porterà via solo due minuti del vostro tempo</div>
<div>un bacio e grazie</div>
<p lang="it-IT" align="justify"><span style="font-size: small;"><strong><br />
</strong></span></p>
</div>
<div>
<p lang="it-IT" align="justify"><span style="font-size: small;"><strong>Comitato per la riapertura della Sezione Brancaccio e per la fruizione del suo patrimonio librario</strong></span></p>
<p lang="it-IT" align="justify">
<p align="justify"><span style="font-size: small;">La Brancaccio, sezione distaccata della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli,</span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"> </span></span><span style="font-size: small;">è chiusa </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">da oltre tre anni</span></span><span style="font-size: small;"> per problemi statici dell&#8217;edificio. Per tale ragione non è possibile accedere al patrimonio librario in essa custodito.</span></p>
<p lang="it-IT" align="justify"><span style="font-size: small;">La Sezione Brancaccio, situata nel centro antico di Napoli, un tempo Biblioteca Brancacciana, è una sezione specializzata in letteratura del Novecento, dotata di oltre 30.000 volumi e periodici.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: small;">Inoltre </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">dal 2007 è stato spostato nella Sezione Brancaccio </span></span><span style="font-size: small;">il Fondo della Soggettività femminile, tale fondo fu istituito nei primi anni &#8217;90 nella Biblioteca Nazionale di Napoli</span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;">, </span></span><span style="font-size: small;">concepito </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">non</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"> </span></span><span style="font-size: small;">come una raccolta separata e specifica, ma come guida bibliografica ai saperi ed interessi femminili</span><span style="font-size: small;">. Ne fanno parte principalmente opere di saggistica del pensiero della differenza sessuale,</span><span style="font-size: small;"> oltre a testi politici e culturali di donne, e saggi di storia dei movimenti femminili e femministi. Questo Fondo,</span><span style="color: #ffffff;"><span style="font-size: small;">, </span></span><span style="font-size: small;">composto </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">da </span></span><span style="font-size: small;">oltre 3.000 volumi e diversi periodici, </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">spostato</span></span><span style="font-size: small;"> alla Brancaccio, </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">tra testi di interesse letterario</span></span><span style="font-size: small;">, perde la sua reale dimensione bibliografica e resta un fondo separato dal patrimonio librario della</span><span style="color: #ff3333;"><span style="font-size: small;"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Biblioteca </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Nazionale</span></span><span style="font-size: small;">.</span></p>
<p lang="it-IT" align="justify"> <span style="font-size: small;">Si chiede alle istituzioni competenti</span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;">:</span></span><span><span style="font-size: small;">del Ministero per i Beni e le Attività Culturali</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="justify"><span style="font-size: small;"><strong>La Riapertura </strong></span><span style="font-size: small;">della Sezione Brancaccio. </span><span><span style="font-size: small;">Nell&#8217;immediato,</span></span><span style="font-size: small;"> <wbr>messa in sicurezza della stessa, per poter accedere e poter portare testi e documenti di maggiore interesse alla sede centrale </wbr></span><span><span style="font-size: small;">della </span></span><span style="font-size: small;">Biblioteca,</span><span style="color: #00ae00;"><span style="font-size: small;"> </span></span><span style="font-size: small;">cos<wbr>ì da </wbr></span><span><span style="font-size: small;">renderli</span></span><span style="font-size: small;"><strong> </strong></span><span style="font-size: small;">finalmente disponibili.</span></p>
<p lang="it-IT" align="justify"><span style="font-size: small;"><strong>La Ricollocazione</strong></span><span style="font-size: small;"> del Fondo Soggettività femminile nella sua sede primaria, così da restituire alla raccolta libraria il suo senso originario. Questo ritorno alla sede centrale permetterà anche la riattivazione dei tanti servizi offerti dalla Biblioteca su studi e ricerca di genere. Un contributo importante, che in questi anni di inaccessibilità del fondo è venuto a mancare, a fronte di una sempre maggiore richiesta.</span></p>
<p>Se vuoi aderire all&#8217;iniziativa</p>
<p><strong>invia una mail</strong> a</p>
</div>
</div>
<div>
<div>
<div><a href="mailto:comitatobrancaccio@gmail.com" target="_blank">comitatobrancaccio@gmail.com</a></div>
<div></div>
<div>e scrivi</div>
<div>
<strong>Con la presente mail aderisco alla richiesta di apertura della Sezione Brancaccio e alla ricollocazione del Fondo Soggettività Femminile nella sede originaria della Biblioteca Nazionale di Napoli.</strong></div>
<div><strong></strong></div>
</div>
<div><strong>con nome cognome e email</strong></div>
</div>
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